A tutti i lettori del Centro Studi, propongo il primo paragrafo dell’opera di Fabio Massimo Nicosia”Il Dittarore Libertario”:Il “Libertario” Rawls. Invito tutti i lettori uno segiure il Centro, perchè anche in futuro Saranno pubblicati altri paragrafi di questa importantissima pubblicazione.
Buona lettura:
1. Il “Libertario” Rawls
(la seguente lettura è il primo paragrafo di una ”bozza” del lavoro di Fabio Massimo Nicosia):
La celebrata opera di John Rawls, “Una teoria della giustizia”[1], Non certo Viene di solito Presentata venire Appartenente all’ambito libertario, sottolineandosene Piuttosto gli elementi egualitari e redistribuzionisti tipici della tradizione socialdemocratica.
Tuttavia Occorre Riconoscere Che il riferimento alla “libertà”, o Alle Libertà, vi gioca un Ruolo notevole.
Com’è noto, l’Autore intende osare un Fondamento di razionalità all’attribuzione di diritti umani, simulando Che gli Individui Siano collocati in una posizione originaria, caratterizzata dal cosiddetto “velo di ignoranza”[2], Nella Quale SCEGLIERE determinati Principi di giustizia da porre uno Fondamento di una società ben ordinata.
Se il velo di ignoranza ha la Funzione di Tenere gli Individui, in sede di decisione Fondamentale, al riparo delle Influenze Che deriverebbero Dalla Consapevolezza delle Loro SITUAZIONI particolari (in una prospettiva, quindi, dal Dichiarato sapore kantiano), ne deriva Che I principi prescelti Saranno a causa:
“Primo: Ogni persona ha un uguale diritto alla più estesa libertà Fondamentale compatibilmente con una simile libertà per gli altri.
Secondo: Le ineguaglianze sociali ed economiche devono Essere combinate in modo da Essere (a) Ragionevolmente PREVISTE uno Vantaggio di CIASCUNO; (b) collegate uno cariche e Posizioni aperte a tutti“[3].
Le Libertà Fondamentali (stavolta declinate al plurale), DI CUI al primo principio, Vengono poi individuare Nella libertà politica (diritto di votare e di Essere candidati), Nella Libertà di parola e di riunione, Nella libertà di coscienza e di pensiero, Nella Libertà persona della Assieme al diritto di possedere proprietà “personale”, dall’arresto Nella libertà e Dalla Detenzione arbitrari, come definito dal Concetto di Governo della legge[4].
Viene in successione il “secondo” principio, Relativo alla distribuzione del reddito e della ricchezza, Che non DEVE Essere necessariamente Eguale, ma “vantaggiosa” per CIASCUNO[5].
L’Autore si premura di precisare IMMEDIATAMENTE Che i Due Principi VANNO intesi come “disposti in un ordinamento seriale in CUI Il primo principio precedere il secondo. Questo ordinamento Che significa una deviazione dalle Istituzioni di Libertà Eguale, richieste dal primo principio, non PUÒ Essere Né giustificata Né compensata da maggiori vantaggi economici e sociali“[6].
Con linguaggio tecnico, si dice Che cioè, in base di un racconto regola di priorità, a causa I principi sono disposti in base un ordine delle Nazioni Unite “lessicografico”, o lessicale, di che tal, nel nostro caso, VI SIA “Priorità della Libertà”, E la libertà Possa Essere limitata solo in nome della libertà Stessa[7].
Senonché, Nello Sviluppo della trattazione, il “libertario” Rawls si Rivela Incoerente con le premesse e con l’Impegno di Assicurare Nella sua teoria il primato della libertà.
Il fatto E che la realizzazione pratica del secondo principio di giustizia (ma anche del primo[8]) È interamente affidata all’intervento coercitivo del Governo e dello Stato. Spiega infatti Rawls Che è “ragionevole supporre Che anche in una società bene-ordinata i Poteri coercitivi del Governo Siano necessari in una certa misura per la Stabilità della Cooperazione sociale. Infatti, se gli uomini Sanno di condividere anche un comune senso di giustizia e CIASCUNO Desidera aderire agli assetti ESISTENTI, tariffa Tuttavia PUÒ difetto una completa fiducia reciproca“[9].
Benché l’autore non SIA assolutista sul punto (in fondo si limitazioni ad asserire che “è presumibile Che un potere coercitivo Sovrano SIA sempre Necessario“[10]), L’intera sua opera è costellata da riferimenti Però uno siffatta Necessità[11], Con particolare riferimento all’imposizione fiscale e alla stessa coscrizione.
La giustificazione dello Stato (che, in un’opera celebrata come il capolavoro della filosofia politica contemporanea, occu poche righe su quasi cinquecento pagine: Piuttosto insoddisfacente, se è vero Che il problema Fondamentale della Filosofia Politica e Esattamente la legittimazione, o no, del DIRITTO PUBBLICO[12]) E quindi Quella tradizionale, di tipo hobbesiano: il difetto della fiducia reciproca, al singolo Quale Istituzioni coercitivo potrebbero por Rimedio, Soprattutto con riferimento alla realizzazione dei cosiddetti beni pubblici.
Vieni SIA che, l’introduzione, soft ma in realtà prepotente, dell’Istituzione statale nel modello, come si ribalta »diceva l’ordinamento lessicografico, dato Che la realizzazione degli (in sé non illegittimi) Obiettivi sociali non Viene affidata a sua volta uno una qualche configurazione della libera interazione tra gli Individui , ma derogando ab origine Proprio al principio di libertà di associazione, cioè invocando l’Istituzione ad Necessaria appartenenza e inderogabile dello Stato.
Anche accettando cioè la visione dell’autore, Che sminuzza Il concetto di “libertà” in una pluralità di espressioni Specifiche da esercitarsi all’ombra dello Stato, a discapito di una visione piena e integrale della Capacità giuridica del singolo individuo, non pare Che proprio Il proclamato intento di Assicurare il primato della libertà, intesa comunque, risulti rispettato, dato Che proprio la prima delle Libertà, ossia Quella di aderire o non aderire, sulla base delle PROPRIE convinzioni, una associazione determinata una parte, compromessa Risulta: lo Stato, per sua natura, è infatti l’Associazione Primaria Che non ammette libertà di adesione o non adesione.
In altri termini, Rawls, per Essere Coerente con le premesse PROPRIE (primato della libertà di associazione e, anzi, diremmo, di coscienza, su Qualunque Obiettivo di Promozione Sociale), avrebbe dovuto fare professione di anarchia, Che salvo in anarchia non c ‘ è modo di garantire (di imporre) Quegli Obiettivi Attraverso l’azione di un’autorità pubblica, ma solo la Possibilità di auspicare, o anche di battersi, affinchè gli uomini li facciano Propri Spontaneamente, sempre subordinatamente alla primazia di valore assegnata alla Loro Condizione di libertà di scelta (diversamente lo sbandierato ordinamento lessicografico Non sarebbe operativo in ALCUN modo). Più precisamente, facendosi forte del principio secondo il singolo Quale la libertà PUÒ giustificare Limitazioni di libertà, Rawls avrebbe dovuto dimostrare Che statuale l’Istituzione, pur in sé limitativa della libertà di coscienza e di associazione, Garantisce per qualche misterioso motivo un superiore livello di Libertà di tal fatta, ma di Dimostrazione racconto manca persino il Tentativo. L’impressione è Che La presenza statale SIA dati per scontata per Banalità e conformismo accademico, non CHE SIA Stata Particolarmente meditata.
Eppure un passaggio Relativo alla configurazione della posizione originaria avrebbe consentito di immaginare di più in questa direzione. Secondo l’Autore, infatti, il “velo di ignoranza” Limitazione trova una, dato Che le parti conoscono i fatti generali della Società e umana “comprendono I problemi politici ei Principi della teoria economica; conoscono le basi dell’organizzazione sociale e le leggi della psicologia umana. In realtà si presume Che le parti Siano uno Conoscenza di tutti i fatti generali Che influenzano la scelta dei Principi di Giustizia“[13].
Tuttavia Sembra che “le parti” non abbiano studiato abbastanza, dato Che Non Sanno nulla di elitismo, nato del Dibattito sviluppatosi Attorno alla scuola di Public Choice: Non si chiedono Che cosa comporti l’affidarsi a una classe politico-burocratica, nato conoscono, se non sommariamente, il lavoro Ormai lontano di Downs, per il Quale i politici sono operatori autointeressati venire Qualunque altro operatore del Mercato[14]. Sanno di non nulla sulla teoria della produzione privata, comunitaria o imprenditoriale, dei beni pubblici[15]. Non li sfiora il problema della Secessione individuale, non Sono stati informati del Dibattito anarco-capitalista sulla Possibilità di PRODURRE privatamente diritto e giustizia.
Sanno non, più in generale, che, Attraverso la teoria dei giochi, si sono ipotizzate fuoriuscite non autoritarie Dallo Stato di natura, ponendo in crisi le giustificazioni hobbesiane dello Stato, Quale Quella fatta propria da Rawls.
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Volendo acconsentire uno ricostruire lo Stato di natura hobbesiano venuto un dilemma del prigioniero[16] (a n-giocatori) deriva la seguente matrice dei pagamenti:
B
D C
D 0,0 6, -1
Un
C -1, 6 5, 5
Come si sa, il quadro è caratterizzato Dalla superiorità teorica della Situazione di Cooperazione reciproca, Che Equilibrio Instabile è salvo racconto e Dominato da Quello di reciproca defezione, con perdita secca di Efficienza e di libertà delle parti.
Si ritiene da dilemma Che racconto SIA possibile Uscire o Attraverso uno Sforzo Cooperativo ( “etico”) Intenso Particolarmente-che ad esempio fa difetto nel caso del cervo di Rousseau[17]-, Quindi “Improbabile”, ovvero (a parte l’ipotesi dell’iterazione[18]) Attraverso l’introduzione nel gioco di agenti dotati di Poteri coercitivi, Che costringano le parti alla Cooperazione[19].
Peccato Che nei resoconti Venga trascurato Il fatto Che l’ingresso in campo di agenti coercitivi alteri il gioco stesso, con la conseguenza di diminuire grandemente i pay-off dei giocatori in termini di libertà e di Costi sopportati.
Lungi dal garantire il realizzarsi dell’equilibrio C, C (5,5) DI CUI alla Matrice, infatti, occorrerebbe riscrivere una nuova tabella, Che tenesse Conto dell’ingombrante Presenza persistente e del nuovo “giocatore” (Il Che non esclude Che se NE ACCETTI comunque la presenza, come fece il popolo di Israele Nonostante i “Libertari” Divini ammonimenti[20]): Si consideri, ad esempio, Che per Controllare la correttezza di un venditore di auto usate (esempio portato da Schianchi nel testo citato), io dovrei accettare non tanto Che la sua attività SIA sottoposta uno licenze ea Controlli, quanto Che Ciò comporti l ‘instaurazione del monopolista di tutta la forza in tutte le circostanze, non solo per lui, ma anche per me, per i miei figli, e per sempre. Perché mai Uomini A CUI sta a cuore la propria libertà dovrebbero racconto accettare Stato di cose (ipotizzando una Situazione originaria Nella Quale Siano ESSI uno Prendere le Decisioni Fondamentali) resta misterioso.
E poi da considerare la lettura (ad esempio di Gauthier), Che non sottovalutiamo, secondo la solista Quale uno Sforzo etico PUÒ consentire di addivenire A UN Equilibrio Cooperativo, ma che non ci sentiamo di porre uno unico Fondamento della Proposta “Libertaria”. Anzi vogliamo tenerci Fedeli al motto secondo il Quale le proposte libertarie debbono prudentemente attenersi uno una visione “pessimistica”, ossia egoistica, dell’Uomo della Natura: se funzionano in tale ipotesi, a maggior ragione se funzioneranno tale visione è errata[21], O comunque se vi Saranno Evoluzioni in futuro.
La nostra idea E che uno Favorire gli Sforzi Cooperativi Siano sufficienti I meccanismi di Mercato. In casi come Quello del venditore di auto usate[22], Suol dirsi Che SI SIA uno di fronte un fallimento del Mercato, e Tuttavia non è affatto “Il Mercato” Quello che ivi fallisce, ma solo un monopolio bilaterale: quello tra compratore e venditore. Il mercato è ben altra cosa, ed è costituito da una rete infinita di rapporti, Che ha come cellula minima non il rapporto a due, ma Quello Almeno trilaterale[23], Che fotografa il procedimento di ricerca e di scoperta di CUI parla Hayek.
Il mercato, se è libero e imperturbato (cioè in assenza di agenti coercitivi monopolistici), Virtualmente non fallisce mai in casi di Asimmetrie informative elementari vengono QUESTI[24], Perché ogni costo di transazione[25], Che PUÒ ingenerarsi in Una relazione binaria, diviene Un’occasione di profitto (anche politico: si pensi uno un’associazione di Consumatori, in prospettiva uno rappresentanze SIA ideologiche Che di interessi) per un terzo Soggetto, Che PUÒ proporsi come risolutore di quel problema, trovando le ipotesi giuridiche più Adeguate uno Risolvere un dato Conflitto. Si consideri un semplice cambia-valute: se Il fatto di doverci recare in un paese con una valuta diversa Dalla nostra è per noi un costo di transazione, lo stesso Fatto diviene Un’occasione di guadagno per il cambia-valute, il Quale infatti risolve il nostro problema. Il mercato come Solutore dinamico dei Costi di transazione Che Esso stesso crea.
Tornando allo Stato di natura di Hobbes, l’ipotesi Che un imprenditore del diritto si autodifferenzi e, in Concorrenza virtuale con altri, si proponga come arbitratore, Cooperazione della Stabilizzatore, consente di immaginare Che si Possa fare a meno e di agenzie monopolistiche stabilmente coercitivo, dato Che all’imprenditore, a differenza di Quanto avviene nei rapporti con lo Stato, si fa ricorso solo e STRETTAMENTE all’occorrenza, Con l’Ulteriore precisazione Che un’agenzia privata non ha l’esclusiva del territorio.
La struttura del gioco è Opposta uno Quella del dilemma del prigioniero, Perché Mentre In quest’ultimo il terzo, il procuratore, svolge una Funzione dissociativa, di attivistico incentivo alla defezione, nel nostro gioco, il terzo arbitratore sviluppa un Ruolo di congiunzione e costituisce un incentivo (anche Perché un CIO mosso dal Suo proprio interesse imprenditoriale), alla Cooperazione, consentendo di Convertire un gioco non cooperativo in un gioco cooperativo, mettendo uno mezzi Disposizione per quanto valere gli Accordi[26].
La matrice dei pagamenti di gioco storia dell’arbitratore Sarà allora:
B
D C
D 0,0 -2,3
Un
C 3, -2 4, 4
La Cooperazione e comunque premiata, anche se al 5,5 Cooperazione della spontanea si Sostituisce un 4,4, per il costo del ricorso all’imprenditore, Che salvo in tal caso La strategia cooperativa è dominante, Che posto, dato il supporto del terzo (l’arbitratore si fa anche agente di Protezione), Prevale persino a fronte della defezione Altrui (il pay-off 3 non è qui e 4 a causa dell’incidenza del tempo ed esecutivo Processuale, uno meno Che Il suo Decorso non SIA in qualche modo risarcito).
Ma l’aspetto più importante E che l’intervento del terzo arbitratore consente non solo la fuoriuscita dal “dilemma del prigioniero” (ripetesi: ammettendo Che In tali termini vada ricostruito lo Stato di Natura) per i diretti interessati (Loro consentendo di portare a Termine uno scambio Che rischiava di abortire), ma anche, simultaneamente, l’instaurazione di un sistema dei prezzi, fissando, Attraverso La definizione dello Specifico prezzo di una relazione, un Parametro di riferimento utile per tutte le relazioni analoghe[27].
CUI L’ipotesi “Agenzia di Protezione” E quindi non solo vantaggiosa Rispetto all’ipotesi Stato-in, come detto, dovremmo prevedere pay-off Negativi, tendenti all’infinito, in tutte le ipotesi, per l’incommensurabile perdita Che determina in termini di autonomia e libertà delle parti, oltre Che per il costo del Suo stretto Mantenimento[28]-, Ma è anche in grado di FORNIRE un servizio análogo, e più flessibile[29], Sotto il profilo della produzione normativa.
In conclusione, confutata risultata.
[1] J. Rawls, Una teoria della giustizia, a cura di S. Maffettone, Milano, Feltrinelli, 1982 (1971).
[2] Ibidem, 28 e 125.
[3] Ibidem, 66.
[4] Ibidem.
[5] Ibidem, 67.
[6] Ibidem.
[7] Ibidem, 54-55 e 255. Per una Definizione di “Ordinamenti lessicografici” cfr. La voce inclusa in S. Hargreaves Heap - M. Hollis - B. Lyons - R. Sugden - A. Weale, La teoria della scelta - Una guida critica, Laterza, Bari, 1996, 431 ss.
[8] Dato Che lo Stato non è solo uno Tenuto Rispettare i diritti di libertà, ma è anche, secondo la tradizione liberale classica, Garante degli Stessi.
[9] J. Rawls, op. cit., 206.
[10] Ibidem, 207.
[11] Ibidem, 228, 234, 277, 287, 316.
[12] Per Nozick, ad esempio, “Il problema Fondamentale della filosofia politica, precedente Ogni interrogativo su come lo Stato Organizzare, E se Debba mai esistere uno Stato” (R. Nozick, Anarchia, Stato e utopia, Il Saggiatore, Milano, 2000 (1974 ), 27.
[13] Ibidem, 126.
[14] Cfr. A. Downs, Teoria della Democrazia Economica, Il Mulino, Bologna, 1988, 62.
[15] Cfr. M. Taylor e H. Ward, La Fornitura dei beni pubblici: un’applicazione della teoria dei giochi, in AA.VV., Giochi e paradossi in politica, a cura di GE Rusconi, Torino, Einaudi, 1989, 73 ss.; E, se vuoi, FM Nicosia, Beati Possidentes, cit., 125 ss.
[16] E non ad esempio come Falchi gioco delle Nazioni Unite / colombe. Il gioco del dilemma del prigioniero vorrebbe rappresentare il paradigma della Difficoltà e improbabilità, in Situazione di incertezza, della Cooperazione spontanea tra gli esseri umani. Un procuratore vuole indurre accusati a causa, ESSENDO certo della colpevolezza Loro, a confessare. La Vicenda E così ricostruita da A. Schianchi, Le strategie della razionalità - Un’introduzione alla teoria dei giochi, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1997, 11, scusandoci per la lunga, ma utile citazione: “Io so che tu sei colpevole . Se tu confessi e il tuo compagno non confessa, a lui Saranno comminati 20 anni di prigione; Mentre Tu, che hai collaborato, otterrai la libertà. Entrambi se confessate, riceverete-come premio-una pena inferiore, e cioè 8 anni anzichè 20. Se nessuno di voi Confessa, con le dimostrare una mia Disposizione vi incrimino per il reato di associazione delinquere uno Che Comporta la pena di 2 anni. Che fare per gli accusati? La Migliore Strategia Che Ciascun individuo PUÒ SCEGLIERE E quella di confessare. Qualunque cosa Scelga l’altro, Egli riceverà al massimo 8 anni di prigione. Viceversa se decide di non confessare: può subire una condanna di ben 20 anni, Qualora l’altro, al contrario, abbia DECISO di confessare. Ci troviamo così di fronte la seguente paradosso: La strategia migliore per Entrambi gli Individui è confessare, Perché in tal caso Entrambi subiranno al massimo una pena pari a 8 anni di reclusione. Ma se avessero Entrambi DECISO di non confessare avrebbero potuto Ottenere un Vantaggio Comune Maggiore, una pena di soli 2 anni CIASCUNO “.
Ora, per gioco SIA Quanto racconto di interesse, è singolare Che lo stesso SIA STATO così abbondantemente Assunto come paradigma dello stato di natura da parte dei filosofi politici contemporanei; ostano un CIO infatti elementi a causa: a) l’incomunicabilità tra i giocatori, il Che Loro impedisce di assumere Accordi vincolanti, E quindi di Scegliere consapevolmente la strada, per Quanto difficile, della Cooperazione; b) La presenza del soggetto istituzionale “procuratore”, inesistente Nello Stato anarchico di natura, il Quale oltretutto ha interesse A che le parti defezionino , Mentre, come si dice nel testo, è possibile Che in uno Stato di natura emergano Soggetti interessati A che Sorga la Cooperazione inter alios, traendone profitto.
Più interessante, dal nostro punto di vista, il gioco Falchi / colombe, riconducibile al cosiddetto gioco del pollo, il pollo (Quello dei teddy boys dovuta Che si scagliano l’uno contro l’altro in moto, vincendo dei due Quello che rischia di più e non Devia Dalla linea). In gioco racconto, desunto dall’etologia, si ipotizza Che vi Siano animali, E quindi tipi umani, Che rifuggano Dalla contesa, e accettino Quindi Spontaneamente la sottomissione el’acquiescenza (La Colomba) nei Confronti del soggetto aggressivo (il falco). In gioco racconto, le conseguenza Peggiori Hanno Quando si sono dovuti Falchi uno INCONTRARSI, come si vedrà nel testo (in argomento cfr. L. Mero, Calcoli Morali, Teoria dei giochi, logica e fragilità umana, Bari, Dedalo, 2000, 85 ss . 167 e ss.).
Sia consentito rilevare Che non vi SAREBBE nulla di intrinsecamente negativo Nella propria acquiescenza (SI TRATTA pur sempre di una scelta personale), se non Fosse che, nel consentire la fuoriuscita da Quello che si presume Essere Lo Stato di Conflitto Originario, essa determina Conseguenze indivisibili anche su Terzi, consolidando SITUAZIONI di potere, alle qualifiche non è detto Che anche Quei Terzi sarebbero disposti uno prestare acquiescenza.
[17] Cfr. R. Boudon, Il vero e il giusto, Il Mulino, Bologna, 1997, 190 ss.
[18] Cfr. R. Axelrod, Giochi di reciprocità - L’insorgenza della Cooperazione, Milano, Feltrinelli, 1985 (1984).
[19] Così A. Schianchi, op. cit., 109-111.
[20] Samuele, I, 8.
[21] Cfr. ad esempio A Sen, Etica ed economia, Laterza, Bari, 1988
[22] L’Invocazione in casi come questo dell’intervento statale confonde poi La funzione con l’Istituzione. La funzione è buona, ma non è detto Che Debba Essere svolta in forma monopolistica e coercitiva. Non si è infatti meditato abbastanza sul Fatto Che La funzione Stessa Potrebbe essere svolta, oltre Che da imprenditori autointeressati, anche da Associazioni di Consumatori e simili, IL CUI giudizio Potrebbe incidere pesantemente sulla reputazione dei venditori Scorretti.
[23] Cfr. Ancora F.M. Nicosia, op. cit., 205 ss.
[24] In assenza di Monopoli, le Asimmetrie informativo, lungi dal costituire un fallimento del Mercato, ne costituiscono il Presupposto, dato Che senso ha scambiare Soprattutto con chi Possiede informazioni diverse dalle nostre.
[25] Sul Nesso tra “fallimenti del mercato” e “Costi di transazione”, cfr con la precisazione Che Ciò non DEVE portare a ritenere la Necessità dell’operatore pubblico,. per tutti G. Ciccarone, Fondamenti teorici della Politica Economica, Laterza, Bari, 1997, 35.
[26] Cfr. JC Harsanyi, L’utilitarismo, a cura di S. Morini, Il Saggiatore, Milano, 1988, 19.
[27] Non irrilevante è anche la Considerazione CHE L’arbitratore fissa di Fatto al Contempo il Proprio compenso, Che sarà verosimilmente Commisurato al prezzo della Relazione arbitrata, aprendo così alla Concorrenza anche il Relativo Mercato.
[28] Cfr. D. Gauthier, Morals di comune accordo, Clarendon Press, Oxford, 1986, ove si precisa Che, a differenza della mano invisibile del Mercato, Che è priva di Costi, “il piede visibile (del Sovrano), è una soluzione molto costosa”; e Ciò “anche se si suppone che il potere non corrompe” (164). La proposta di Gauthier E quindi Quella di Risparmiare quel costo Attraverso lo Sforzo Etico. L’affidamento al Mercato di CUI al testo non azzera il costo, ma lo riduce di molto.
[29] Perchè il Parametro prezzo non è vincolante, ma solo orientativo per le altre relazioni. In uno scritto inedito (Le Cinque Funzioni del sistema dei prezzi), Riccardo LaConca insiste sulla “Funzione parametrica” del sistema dei prezzi e del Mercato, precisando Che i detti parametri differiscono profondamente dalle Norme statali per Genesi e carattere. Ma Ciò significa Che i prezzi sono null’altro Che Norme giuridiche a tutti gli effetti, Che differiscono da quelle statali per la spontanea formazione e il carattere non vincolante, E che il Mercato è a sua volta null’altro Che un ordinamento giuridico (cfr . Ancora il nostro Beati possidentes, cit.)
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