(di Fabio Massimo Nicosia dal: Dittatore Libertario)
2. L ‘ “intuizionismo” giusnaturalista di Rothbard
Murray Newton Rothbard è Considerato il più influente autore della corrente libertaria detta anarco-capitalista, Ed è sulla sua figura che, Soprattutto da noi, si è costituito un movimento di pensiero dai lineamenti talora dogmatici, da Soprattutto Quando si è venuta valorizzando l’ultima fase della sua elaborazione, Quella detta “paleo-libertaria”, Dai contenuti (soprattutto NEGLI epigoni) Spesso francamente Conservatori (ad esempio, rompendo la simmetria tra proprietà del Corpo e proprietà dei beni, mettendo sistematicamente al primo posto quest’ultima)[1].
Noi ci atterremo Però Rothbard al classico e più noto, Quello dell ‘Etica della libertà[2] e di Per una nuova libertà[3], Opere Nelle qualifiche maggiormente emergono le ambizioni dell’autore di FORNIRE una teoria della giustizia ispirata ai Principi del libertarismo.
Diciamo subito Che il Tentativo va Considerato fallimentare, fallimentare, in particolare, è lo Sforzo di fondare detta teoria sul cosiddetto “diritto naturale” (Il Che non Comporta Che Siano sempre inaccettabili le Considerazioni particolari sulla Legittimità dell’uso della forza fisica, Che Rothbard ritiene di ricavarne, come un’implicazione fossero ne).
La Controversia sul diritto naturale è antica e ben nota agli studiosi di filosofia del diritto, e non è nostra INTENZIONE ripercorrerla qui[4]. Per quanto ci interessa, val la pena invece di Notare come cerchi Rothbard, in un certo senso meritoriamente, di fondare un giusnaturalismo dei diritti individuali e antistatalista su basi fisicaliste metafisiche e non. QUESTA E ‘in parte una novità, se è vero che, di solito, si ritiene Che giusnaturalista da parte “La sola Conoscenza empirica è incapace di darci una visione precisa della natura umana“[5]. Rothbard Invece proponendo muove l’analogia con la forza di gravità: una mela, lasciata a se Stessa, CADRA al suolo, e Ciò e natura della Mela Nella; “non vi è niente di arcano o di mistico In tali osservazioni“[6]. La “legge naturale” sarebbe il risultato degli accadimenti di questo genere, e se questo vale per le “Mele”, Varrà anche per l’uomo: se l’uomo ha una sua natura, “Perchè non PUÒ anch’essa Essere soggetta all’osservazione e alla riflessione Razionale?[7]“.
Rothbard Che ne ricava “Il diritto naturale Spiega Quel che è meglio per l’uomo, qualifiche Fini, in armonia con la sua Stessa Natura e confacenti ad essa, Egli Dovrebbe perseguire“, Ma, come si vede, al di là dell’inatteso (in Rothbard) utilitaristico Accento (il riferimento uno Ciò che è “meglio” per l’uomo) si è così passati senza spiegazioni Dalla sfera dell’essere (la natura dell ‘ Uomo intesa in senso necessitato e squisitamente empirico) uno Quella del Dover Essere e del “giusto”[8], Laddove è ovvio Che se le cose stessero già in un certo modo, non CI SAREBBE spazio, i dati La relazione anancastica, per un Configurare dovere di AGIRE in modo da rispettarle, Che lasci spazio all’eventualità Che detto dovere non SIA Invece rispettato.
Insomma, la domanda Fondamentale è: se il diritto naturale è la legge del mondo così com’è, Bisogno Che c’è di “scoprirlo” con la “Ragione”[9] (cognitivismo Etico[10]) per poterlo porlo in essere? Come mai, cioè, quel diritto non è già in Vigore Tra gli uomini ec’è Bisogno di strumenti e Istituzioni positivo per la sua applicazione e implementazione? Se poi, con Rothbard, la “natura umana” è “Libertaria”, come mai non siamo già tutti, da sempre, Libertari? Forse Perchè la cultura ci ha corrotti? E la cultura che cos’è, se non il prodotto della “natura” dell’Uomo? Se la cultura è cattiva, anche la natura Sarà cattiva, una meno di non ritenere la cultura un puro “inintenzionale effetto” Rispetto all’azione umana. Ma in tal caso vorrebbe dire Che all’uomo è riservato un destino ben Sfortunato, SE, Nonostante il suo essere buono, Egli produce immancabilmente prodotti cattivi, in una sorta di Dannazione da mano invisibile alla rovescia.
E si noti la distanza Rispetto a Quanto intendevano i Greci per “diritto naturale”, ossia non già un sistema di Norme non vigente, ma che “Dovrebbe” esistere, ma al contrario vigente provengono da tempo immemorabile consuetudine (la “legge dei Padri” ), e proprio per questo percepito come “naturale”[11] E forse immutabile. Con Kelsen Possiamo allora dire che “se per ‘natura’ si intende la realtà empirica dell’evento concreto, in generale, o la natura particolare così come i dati E nell’effettivo comportamento dell’Uomo interno od esterno, una Dottrina Che ritenga di Poter dedurre Norme Dalla natura riposa su un Fondamentale errore logico“[12].
Ciò non significa Che il “naturale fatto” irrilevante SIA: Esso non è ben sì in grado di implicare Direttamente, come pretende con Rothbard I suoi diritti naturali, alcuna proposta normativa positiva particolare; Tuttavia Esso si pone come limite esterno uno Qualunque ipotesi normativa, nel senso Che Saranno Altrettanto “naturali” tutti i fatti umani Che possono Essere Compiuti, E che Saranno configurabili come latamente “innaturali” tutte quelle ipotesi Che configgono con i dati della realtà: Sarà così possibile negare il Crisma della naturalità uno una norma giuridica Che sfidi la legge di gravità naturale (a parte Sviluppi tecnologici ora imprecisati), ma non uno una Che favorisca il cannibalismo, definiamo che “innaturale” sol Perché Appare contrario alle nostre consuetudini o intuizioni morali, ovvero Che concentri il potere di una classe politica tutto Opposto l’Che Libertaria, SE SI Dimostra in grado di mantenere quel potere: la schiavitù e la tortura, o anche solo l’elitismo (Il fatto cioè che, lungi dal condividere Identica natura, gli uomini si dividano in chi è Destinate uno comandare E a chi è Destinate uno Essere comandato), per non Parlare di guerre e stermini, si sono dimostrati ampiamente “naturali” (ossia compatibili con la realtà umana) Nella storia, sì da lontano venire il dubbio Che Siano semmai i Libertari uno risultare Piuttosto portatori di un’idea, se non “innaturale” (nel senso detto di “incompatibile” con la natura umana), certo assai difficile da REALIZZARE, se non proprio bizzarra. Diciamo allora Che sui Libertari Grava quantomeno un qualche onere della prova della pratica e Dimostrazione: in questo quadro VANNO ad esempio collocati tutti i testi, come Quelli di David Friedman, Volti uno spiegare come Potrebbe funzionare in concreto Una società senza Stato e interamente di Mercato.
Gli Che è, per l’esperienza di QUESTI Millenni, I FATTI confor alla natura umana, e venire Tali Effettivamente Compiuti Dagli uomini, sono, come loro conseguenza della Vulnerabilità, contraddittori, o di segno contraddittorio Rispetto a un giudizio di Legittimità, Quale Quello Che Potrebbe essere Fornito Dalla sedicente Dottrina del diritto naturale (che non ammette ovviamente come tutti “legittimi” gli atti Compiuti Dagli uomini, ma la discriminazione, cosa Che Invece non fare Dovrebbe, privando di senso il giudizio di “Legittimità”, una volta costatata l ‘naturalità “Identica” di tutti Quegli atti). In particolare, non ha senso affermare ALCUN Che gli atti Cooperativi e non Violenti sarebbero confor alla natura umana, Mentre non lo sarebbero Quelli aggressivi e violenti, salvo se Difensivi o ritorsivi: Il paradosso, se si vuole, E che gli uni e gli altri sono parimenti “naturali” e ampiamente presenti NELLA STORIA, E quindi non è sulla natura, o su Suo un preteso diritto Coerente, non ESISTE che, Che Possiamo fondare una teoria libertaria. Al Che si perviene anche Attraverso un po ‘di sano individualismo metodologico: è Improbabile, infatti, Che esista un soggetto collettivo denominabile “Natura”, con una sua linea di azione, una sua Volontà, più verosimile, ecc E’, infatti, Che esista una pluralità di Entità, che noi raccogliamo Sotto la denominazione composta di “natura”, ognuna delle qualifiche con una sua propria “Strategia” di comportamento, in grado di esprimere il Suo autonomo “diritto”. Così fa ad esempio Ogni singolo uomo, come abbiamo ampiamente argomentato in Beati possidentes (e in “natura” il leone divora la Gazzella, non convive pacificamente con questa).
E Ciò Mentre Invece La funzione ideologica dell’invocazione del preteso diritto naturale E quella di contrabbandare come verità oggettiva una qualche visione del mondo gradita e desiderata, si tratti della pura filosofia politica più bella del mondo. Ad esempio, Quando i rivoluzionari liberali del XVIII secolo stabilirono l’inviolabilità dei diritti individuali chiamandoli “naturali” e di derivazione divina, Annone Certo svolto una Funzione politico meritoria sul piano, Però Hanno anche scelto di molto ricorso alla retorica e alla mistificazione, Platealmente falsando le carte sul piano scientifico, dato Che il Loro operato corrispondeva Piuttosto uno un’azione di posizione Rivoluzionaria del diritto, di affermazione sul piano dei rapporti di forza di una nuova cultura Storicamente acquisita (anche se non ancora del tutto realizzata: si pensi alla schiavitù), e Che Tutt’altro scontata e banalmente “naturale” (se non nel senso lato di “compatibile” con la natura umana, ma non per questo resa “necessaria” da questa). E le mistificazioni alla lunga si pagano, come dimostrano gli odierni empasse argomentativi degli Eredi di Quella tradizione.
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Per altro verso, il giusnaturalismo rothbardiano PUÒ Essere interpretato come una sorta di intuizionismo[13], Alcune SIA pure con diversità di caratteri Rispetto uno Quello che si è soliti Chiamare con questo nome.
Com’è noto, l’intuizionismo (normalmente associato, Almeno nel ventesimo secolo, al nome del filosofo morale William David Ross), è una forma di cognitivismo etico caratterizzata Dalla convinzione Che i Principi fondamentali della Moralita (ad esempio l’Obbligo di mantenere Le promesse) Siano verità morali autoevidenti, IL CUI Significato non Richiede dimostrazioni giustificazioni e, provare o altre evidenze oltre di sé: proprio come gli assiomi matematici[14].
Tuttavia, nell’impostazione di Ross (divenuta sotto tale profilo paradigmatica[15]), Un’attenuazione v’è, consistente nel Fatto Che i Principi Fondamentali morali rappresentano una famiglia pluralistica e possono risultare persino contrastanti Nelle SITUAZIONI concrete: da qui l’introduzione del Concetto di dovere prima facie, In forza del Quale SI TRATTA di analizzare le SITUAZIONI il più completamente possibile, in modo da saper stabilire se, un dovere delle Nazioni Unite prima facie, Corrisponda in effetti un dovere Reale (effettivo)[16]. Vieni dice Rawls, tra i doveri Diversi SI PUÒ tracciare un solo Equilibrio intuitivo, Che porta a risultati Però non dotati dello stesso carattere di “autoevidenza” dei Principi Fondamentali[17].
Orbene, ritornando uno Rothbard, noi Possiamo constatare Che la sua pretesa sulla sussistenza di diritti naturali si fonda, come nell’intuizionismo di Ross, SU UN ‘Assioma Dimostrazione richiedente non (anche se Approssimativamente ricollegato alla cosiddetta “natura umana”), il cosiddetto assioma di non Aggressione[18], Dal Quale tutti i diritti di autoproprietà e di proprietà esterna Vengono fatti derivare geometricamente. Ma, a differenza di Quanto avviene in quell’intuizionismo, è principio racconto monistico E altro non convive con ALCUN, non Viene mai bilanciato, e regna indisturbato Quale fonte di diritti e di Obblighi Che si pretendono assoluti ciecamente e senza Eccezioni.
Si pensi all’ipotesi di un soggetto A IL Quale Presti un tubo respiratorio uno perché lo usi, B per il cricket, Con la clausola Che il tubo Dovra Essere restituito In qualunque momento ad A, sol Che QUESTI lo richieda. Senonché capite Che B cada uno soggetto una crisi respiratoria ei suoi familiari utilizzino il tubo per collegarlo uno una macchina Che gli consente di rimanere in vita.
In rothbardiano all’assioma di base, Preso alla lettera (ma non c’è spazio per diversamente lontano), se A un giorno ritiene di reclamare il tubo, Fosse pure per grattarvicisi il naso, il tubo stesso Dovrebbe Essere staccato da B, provocandone la Morte, in nome dell’intangibile diritto di proprietà del tubo di A e dello Stretto Rispetto del contratto stipulato (Mentre in Analoghi esempi dell’intuizionismo Classico, il Corrispondente Obbligo di mantenere le promesse andrebbe ponderato con altri valori, come la benevolenza).
L’Assurdità delle Conseguenze dei Principi rothbardiani nei casi limite, attivamente difese dai SEGUACI (salvo Aggiustamenti ad hoc Che inficiano la teoria senza arricchirla[19]), È espressione di un dogmatismo fideistico, al limite del fanatismo, caratterizzato Dalla convinzione di Essere comunque Dalla parte della ragione, Che si manifesta talora in manifestazioni di inaccettabile “arrogante superiorità intellettuale“, Come pure è STATO RILEVATO Con riferimento allo stesso intuizionismo classico[20].
Che Salvo in quel caso, Almeno, la pretesa di eccellenza intellettuale è giustificata Dalla Necessità di effettuare bilanciamenti, Che possono anche Essere infinitamente sottili, tra valori; Mentre nel caso di Rothbard e dei rothbardiani ESIGENZA racconto Nemmeno si pone[21].
[1] C’è chi ha teorizzato Che i lavoratori immigrati andrebbero ammessi solo uno Che Condizione i datori di lavoro creino dei quartieri dormitorio per loro, E che i lavoratori non Stessi escaño da Tali quartieri. E Ciò nel preteso Rispetto dei “diritti di proprietà” di tutti gli altri.
[2] MN Rothbard, L’etica della Libertà, a cura di LM Bassani, Macerata, Liberilibri, 1996 (1982).
[3] MN Rothbard, Per una nuova libertà - Il manifesto libertario, Macerata, Liberilibri, 1996 (1973-1978).
[4] Si rimanda Percio uno testi vengono A. Passerin d’Entrèves, La dottrina del diritto naturale, Comunità, Milano, 1980 e alle varie voci delle enciclopedie giuridiche.
[5] J. Hervada, Introduzione critica al diritto naturale, Giuffrè, Milano, 1990, 82, il Quale Prosegue che “La nozione di persona umana sfugge al sapere Esclusivamente fenomenico Perché si rifa alla Partecipazione Concetto dell’essere,, questo, tipicamente metafisico” ( op. cit., 82-83).
[6] M. N. Rothbard, L’etica, cit., 23.
[7] Ibidem, 24.
[8] Secondo La Vecchia Diatriba, delle dovute l’una: o la legge di gravità è “giusta” Perché voluta da Dio, o è voluta da Dio Perché “giusta”: ma la “giustizia” non pare proprio un attributo appropriato della legge di gravità !
[9] Ibidem, 21.
[10] La posizione di Rothbard rientra Percio in Quella Che WK Frankena chiama “teoria della giustificazione”, ossia la posizione di chi ritiene che “i giudizi Etici si possono derivare logicamente da Quelli fattuali, empirici o non empirici” (Etica - Un’introduzione alla filosofia morale, Comunità, Milano, 1996 (1973) , 189. Per un cognitivismo più debole cfr. R. Boudon, Il vero e il giusto, cit., passim, Per il quale “giustificare” una posizione etica significa portare “buone ragioni” a suo sostegno. Verificheremo le “buone ragioni” di Rothbard, sulla base di Criteri consequenzialisti pragmatici e, ad esempio a proposito della teoria della proprietà.
[11] O. Longo, Le leggi di Atene, in AA.VV., La legge di natura - Analisi storico-critica di un concetto, a cura di G. Boniolo e M. Dorato, McGraw-Hill, Milano, 2001, 3 ss. , spec. 22-23.
[12] H. Kelsen, Il problema della giustizia, cit., 72.
[13] Cfr Sulla riconducibilità del giusnaturalismo dei diritti naturali all’intuizionismo,. J. Narveson, The Idea Libertarian, Temple University Press, Philadelphia, 57, 109, 149.
[14] WD Ross, Il giusto e il bene, Bompiani, Milano, 2004 (1930), 38-39.
[15] Cfr. J. Rawls, op. cit., 45 ss.
[16] W. D. Ross., Op. cit., 27. Sui Doveri prima facie a Ross, qualificato “deontologo della norma”, cfr. W.K. Frankena, op. cit., 82 ss.
[17] W. D. Ross, op. it., 39 ss.
[18] Cfr. M.N. Rothbard, Per una nuova libertà, cit., 47.
[19] Avendo Sottoposto il nostro esempio del tubo respiratorio uno dei rothbardiani, ci è Stato replicato Che la domanda della sua restituzione avrebbe potuto Essere respinta in nome di un presunto principio di “Proporzionalità”. Senonché in Rothbard non si ravvisa nulla di simile, dato Che La nozione di “Proporzionalità” Invocata Viene solo con riferimento alle sanzioni penali, e non certo all’utilizzo della proprietà, Che è incondizionato.
[20] R. Mordacci, Introduzione a W. D. Ross, op. cit., XLIV.
[21] In una parola, Rothbard cerca i Diritti e trascura totalmente gl’interessi legittimi. Più in generale, Egli si preoccupa Esclusivamente di stabilire se un determinato soggetto SIA titolare di un determinato Diritto a una determinata azione, e con Ciò ritiene di Avere esaurito la sua morale indagine. Mentre, ad esempio, della dice nulla Moralita della Rinuncia al diritto, ovvero dell’avere cura dei diritti degli altri Più che dei Propri: tutti sono Capaci di rivendicare diritti per sé, non Occorre Essere Libertari per farlo; un’etica libertaria si giustificherebbe di più, semmai, in Quanto teoria dei diritti dell ‘altro, e di se solo in Quanto “altro”.
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